Yoga ieri oggi e domani

ggblog.jpg Di Gabriele Gailli

fondatore di Jiva e blogger. 

Nel 1893 un giovane Swami Vivekananda viene invitato ad un simposio, il parlamento delle religioni, a Boston negli Stati Uniti, spinto dal suo guru Ramakrisna, per diffondere il jnana yoga in occidente. Sarà solo il primo di una lunga schiera che verranno in occidente. Dopo cinque anni infatti sbarca Paramahansa Yogananda, allievo di Sri Yukteswar e autore del best seller “Autobiografia di uno Yogi”.  Swami Rama Tirtha, Yogendra Mastamani, Ramacharaka, Ramana Maharishi segnarono i primi anni del novecento con i loro insegnamenti. Jade Krisnamurti ispirò molte star come Charlie Chaplin, Greta Garbo, Cristopher Isherwood, Bernard Shaw lo descrisse come “la persona più bella che abbia mai visto”. Maharishi Mahesh Yogi con la sua meditazione trascendentale divenne famoso per avere avuto tra i suoi allievi i Beatles e i Beach boys e tanti altri musicisti e attori, che lo seguirono nel suo ashram a Rishikseh. Negli stessi anni, spinto dal suo maestro, Bengali Baba, Swami Rama, dopo una laurea in medicina a Londra si reca alla Menninger Foundation, sempre in America, per dimostrare scientificamente che uno Yogi può controllare volontariamente ogni funzione corporea, compresi i sistemi autonomi. In seguito fonderà l’Himalayan Institute che ha varie sedi in India e nel mondo. Sempre negli anni sessanta Swami Shrila Prabupada a soli diciassette anni arrivò a New York per insegnare il suo Bakti Yoga e ora gli Hare Krisna sono un fenomeno planetario. Swami Sivananda, un medico che amava la dimensione spirituale, definito “l'uomo di tutti i giorni che diviene guru”, ebbe molti allievi in India e poi in occidente. Bhagwan Rajnesh nel 1970 arrivò anche Stati Uniti, e divenne famoso per dare libero sfogo alle pulsioni di quegli anni. Divenne famoso come Osho. Sri Krisnamacharia portò il Vinyasa Yoga in occidente, dopo la sua morte all'età di 101 anni suo figlio T.K.V.Desicachar continuò a insegnare secondo la tradizione del padre, lo zio, B.K.S.Yengar, fondò la sua scuola che oggi riscuote grande successo in molte palestre nel mondo. Altri studenti di Krisnamacharia come Pattabi Joys e Indra Devi sono molto seguiti in occidente. Oggi vengono praticati gli insegnamenti di tutti questi grandi maestri e molti altri ne vedremo ancora. Nelle riviste e nelle librerie troveremo infatti lo Yoga in una infinita varietà di forme e stili, da quelli più spirituali a quelli per far perdere peso. Il Kundalini Yoga è una parte dello Hatha Yoga, ma dal 1969 dà il nome allo Yoga del maestro Sikh Yogi Bhajan, tramite posizioni, mantra, canti e meditazioni, i suoi adepti cercano di svegliare il serpente addormentato di Kundalini. Rimane però intatto nella sua essenza il proposito della filosofia Yoga: la liberazione dai condizionamenti psicologici e l'innalzamento delle possibilità determinate dalla condizione umana. La spiritualità dello Yoga è un patrimonio dell'umanità, un percorso verso la liberazione che ogni essere, per natura, ricerca. John Friend, uno yogi occidentale, per esempio, definisce cosi il suo Anusara Yoga, “ una espressione artistica del cuore in cui la stabilità muscolare è bilanciata da una gioiosa e espansiva libertà interiore; ” dal 1997 Friend chiede ai suoi allievi di fluire con grazia seguendo il cuore da una posizione all'altra. Molti altri innovatori verranno ancora, a dimostrare l'enorme vitalità dello Yoga. Ricordiamo comunque che, oltre le mode, lo Yoga è un percorso di autoconoscenza che, praticato con passione e sincerità, porta a illuminare la vita di ogni “ricercatore”.